Scene della
Vita de’ Patriarchi

 

Dov’era Ur dei Caldei?

Solitamente s’identifica Ur dei Caldei, la città di Avraham, come l’antica Ur in Shinar, città-stato dei Sumeri. Tuttavia, tale identità è altamente improbabile, sia biblicamente che storicamente. Tale equivoco sorge da un anacronismo che proviene dalla coincidenza geografica tra la terra di Shinar –dove ai tempi di Avraham abitavano i Sumeri– ed il Paese di Caldea, come sarebbe chiamata la stessa regione diversi secoli più tardi. Per capire a quale città si riferisce il libro di Genesi è utile considerare contestualmente le definizioni, la situazione storica e la distribuzione etnica all’epoca di Avraham.

Il nome ebraico della città è Ur-Kaśdim, che tra altre traduzioni ammette quella di Ur dei Caldei. Ai tempi di Avraham c’erano diverse città nel cui nome composto il primo termine era la parola ‘Ur’. I Caldei che troviamo in Babilonia nei libri dei Profeti non erano presenti in quella stessa regione all’epoca di Avraham, quindi, se è corretta la traduzione di Kaśdim come Caldei, li si deve situare nella loro terra d’origine e non nella Bassa Mesopotamia.
Neanche il Paese dei Sumeri è chiamato Caldea, ma Shinar (Genesi 10:10; 11:2; 14:1,9), e non risulta in nessun testo biblico che i Sumeri fossero chiamati Caldei. Il Profeta Isaia definisce i Caldei come un popolo che fu fondato dagli Assiri: “Ecco il paese dei Caldei, di questo popolo che già non esisteva, il paese che l’Assiro assegnò a questi abitatori del deserto” (Isaia 23:13) – questa asserzione si riferisce all’Imperio Assiro, che conquistò Babilonia e solo da allora i Caldei entrano in scena nella terra di Shinar.

Prima di identificare chi siano stati i Caldei all’epoca di Avraham, consideriamo la distribuzione etnica in quel tempo:
· I popoli semitici si erano insediati nella parte superiore della Mezzaluna Fertile: ad ovest dei Monti Zagros e a sud dei Monti Tauro Sudorientali, nell’Alta Mesopotamia e la regione a sudovest dell’Eufrate, dal bacino dei fiumi Hiddekel –Tigri–, Zab Superiore e Zab Inferiore, fino alla costa levantina del Mediterraneo ed i Monti del Libano.
· La Bassa Mesopotamia e tutta la regione dal Golfo Persico fino al Mare Rosso era abitata originalmente da popoli non-semitici, tra cui i Sumeri, che avevano fondato città-stato sull’Eufrate ed il Tigri. Successivamente, il Paese dei Sumeri fu conquistato dagli Accadi, che portarono avanti la prima espansione semitica. I Sumeri erano riusciti a reconquistare la loro autonomia ed ebbero un periodo di rinascita culturale e politica sotto la III Dinastia di Ur. Probabilmente Avraham visse, anche se non in Shinar, in questo periodo.
· A nord e ad est della Mezzaluna Fertile si trovavano svariati popoli non-semitici, tra cui gli Hurriti, che condividevano con gli Accadi, Assiri ed Aramei gran parte dell’Alta Mesopotamia, principalmente la regione tra i fiumi Eufrate e Habor –Khabur–, in cui mezzo abitava la famiglia di Avraham.

I Caldei che regnarono in Babilonia giunsero nella Bassa Mesopotamia molti secoli più tardi – pertanto, non potevano essere in quel tempo nella Ur di Sumer né tantomeno dare alla stessa il carattere di città caldea, al punto d’essere chiamata “Ur dei Caldei”–, per cui sorgono due possibilità: che si tratti degli stessi Caldei ma stanziati in una regione geografica diversa, presumibilmente quella della loro origine, oppure che si tratti di un altro popolo il quale fosse conosciuto anche con il nome di Caldei.

In sostegno della prima ipotesi possiamo citare Flavio Giuseppe, che scrisse: «Arphaxad diede suo nome agli Arphaxaditi, che ora sono chiamati Caldei» (Antichità 1.6.4). Arpakshad era figlio di Shem e fratello di Ashur ed Aram, quindi, la sua discendenza era della stessa stirpe degli Assiri ed Aramei, e questo è interamente attribuibile ai Caldei dell’Impero Neo-Babilonese, i quali erano etnicamente Assiri, o Accadi, parlavano la stessa lingua, avevano la stessa cultura e praticavano la stessa religione. In quel periodo la distinzione fra Caldei ed Assiri era di natura puramente politica, sorta dalla rivalità tra Babilonia e Ninive (nello stesso modo che i regni di Israele e Giuda, essendo entrambi appartenenti ad uno stesso popolo, si erano divisi per motivi politici). Se questo è il caso, soltanto si deve determinare dove si era stabilita la discendenza d’Arpakshad, e dove si trovava ai tempi di Avraham.

Se invece consideriamo la seconda ipotesi, che il termine “Kaśdim” sei riferisca ad una nazione diversa, gli indizi ci portano ai confini settentrionali dell’Alta Mesopotamia. C’erano popoli i cui etnonimi seguono il paradigma “Kašt-, Kald-”, e in base alla posizione geografica solo sarebbe plausibile un riferimento agli Hurriti d’Ararat –in lingua assira: Urartu–, capostipiti degli antichi Armeni, i quali chiamavano sé stessi “Khaldi”, “Khaldini”, oppure “Biainili”, a cui gli storici greci, tra i quali Strabone, chiamano “Caldei” (Χάλδοι) o “Khalybes”, e li definiscono come esperti fabbri.

La città di Ur-Kaśdim

Inoltre alla classica Ur in Shinar, anche nell’Alta Mesopotamia c’erano delle città il cui nome era Ur, o conteneva questo termine. Una di queste –la quale è stata anche proposta come possibile identificazione di Ur dei Caldei– è Urkesh, nel territorio di Subartu, tra i fiumi Khabur e Tigri. Urkesh era una città degli Hurriti. Il suo nome coincide in parte con Ur-Kaśdim, con una lieve variazione nella pronuncia della lettera shin, ma senza la desinenza -dim. È possibile che i “Caldei” degli storici greci siano stati gli Hurriti in genere, prendendo come riferimento gli abitanti di Ararat/Urartu. Tuttavia, non ci sono indizi che anche nelle lingue semitiche fossero chiamati Caldei, bensì Šú-ba-ri, Šúbartu in aramaico –Šúbaru nelle Lettere di Amarna–, mentre in ebraico sono denominati Horim (Genesi 14:6; 36:21; Deuteronomio 2:12), e pertanto, nel testo biblico il termine Kaśdim non può applicarsi agli Hurriti. Di conseguenza, anche l’identificazione di Urkesh come Ur-Kaśdim è inessatta.

La risposta sull’identità di questa città si trova nella genealogia stessa di Avraham:

Genesi 10:22 I figli di Shem furono: Elam, Assur, Arpacsad, Lud e Aram.
11:10 Shem, all’età di cento anni, generò Arpacsad, due anni dopo il diluvio.

Arpakshad nacque due anni dopo il Diluvio e fu il terzo figlio di Shem, il quale uscì dall’arca ancora senza figli. Quindi, Arpakshad e Ashur erano gemelli. Entrambi fondarono la nazione degli Accadi, e loro rispettive città nelle prossimità della confluenza dei fiumi Hiddekel e Zab Superiore: Ashur ad ovest, e Arpakshad, che è Arrapkha, ad est, nel territorio di Assiria. Storicamente, la regione orientale d’Assiria fu chiamata dai Greci “Arrapakitis”, nome chiaramente derivato da Arpakshad/Arrapkha. A sudest della città, a poca distanza, si trovava Gasur, dove sono state riperite le Tavolette di Nuzi, testi cuneiformi che contengono inestimabile informazione sui costumi del periodo patriarcale biblico. In queste tavolette sono menzionate pure due città vicine: Uri “Maggiore” ed Uri “Minore”, che potrebbero essere stati nomi alternativi di Arrapkha e Gasur rispettivamente. D’altronde, in ebraico i nomi Arpakshad [ארפכשׁד] e Ur-Kaśdim [אור כשׂדים] coincidono in cinque caratteri, nello stesso ordine, ma con una “pe” intercalata, per cui Ar(pa)k’sad potrebbe derivare in Ur-k’sed, essendo Késed un nome che troviamo anche nella famiglia di Nachor, fratello di Avraham (Genesi 22:22). Nel dialetto babilonese della lingua assira, questa stessa parola corrisponderebbe a “caldeo” – Kaldu, Kasdu, è il nome di Caldea.
Benché tanto Arrapkha come Haran sono state in un periodo successivo sotto il dominio hurrita e posteriormente furono riconquistate da Assiria, non era così ai tempi di Avraham: mentre che Haran era una città hurrita, Arrapkha era accadia, semitica.
Le Tavolette di Nuzi contengono descrizioni della vita sociale e la realtà culturale dell’epoca patriarcale, che rispecchiano in modo chiaro i costumi della famiglia di Avraham. A continuazione, alcune delle consuetudini registrate nelle Tavolette di Nuzi:

· Una coppia senza filgi poteva nominare erede un servo (cf. Genesi 15:2,3).
· Una moglie sterile poteva dare sua serva a suo marito allo scopo di concepire un figlio, che sarebbe poi stato adottato dalla moglie (cf. Genesi 16:2,3; 30:1-3,9).
· Se in seguito la moglie riusciva ad avere un figlio proprio, egli sostituirebbe il figlio della serva come erede legittimo, e poteva anche mandarlo via (cf. Genesi 21:10).
· Un fratello poteva concertare il matrimonio di sua sorella, ma lei aveva l’opzione d’accettare o rifiutare la proposta (cf. Genesi 24:29-61).
· Quando si dava una figlia in matrimonio, le si dava anche una o più serve, i cui nomi dovevano essere registrati nel contratto matrimoniale (cf. Genesi 24:61; 29:24,29).
· In caso di lite sull’eredità, la corte decideva in favore di quello dei figli che fosse in possesso degli idoli di famiglia. Rubarli era un reato grave (cf. Genesi 31:19,30-35).
· Il padre doveva cercare mogli per i suoi figli e concertare il matrimonio delle figlie (cf. Genesi 24:2-4).
· Il padre non era obbligato a scegliere il figlio primogenito come erede principale, ma poteva scegliere qualsiasi dei suoi figli (cf. Genesi 49:3-4,8-10; 48:14-20).
· Era lecito vendere la primogenitura ad un fratello (cf. Genesi 25:31-33).
· Le benedizioni pronunciate da un anziano erano irrevocabili, anche se ottenute con frode (cf. Genesi 27:1-40).

Inoltre a queste leggi, le Tavolette di Nuzi contengono regolamenti su acquisto e vendita di terre e sepolcri, ed altre transazioni commerciali, nella stessa maniera in cui Avraham, Yitzhak e Yacov le stipularono con i Cananei. Con tutti questi elementi scritturali ed archeologici, possiamo definire con sufficiente certezza che la città di Ur dei Caldei, Ur-Kaśdim, era Arrapkha, ad est di Assiria, nel sito dove attualmente si trova Kirkuk. La cartina sottostante suggerisce la rotta che probabilmente percorse Avraham dalla sua uscita da Ur fino a Canaan, passando da Haran.


 

 

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