ISRAELE
IL POPOLO ELETTO


Letteratura Ebraica del Periodo del Secondo Tempio


Nella storia letteraria di Israele si possono distinguere periodi ben distinti: in primo luogo, che possiamo chiamare Periodo Biblico, è quello in cui sono stati scritti tutti i libri che abbiamo oggi nel TaNaKh –Torah, Nevi’im, Ketuvim, cioè, Istruzione, Profeti e Scritti–, fase che inizia con Mosè e finisce poco dopo il ritorno degli esuli di Yehuda a Gerusalemme, vale a dire, fino alla ricostruzione della città e del Tempio. Da quel momento, inizia il Periodo del Secondo Tempio, che termina con la distruzione dello stesso, per dare luogo ad una terza fase, il Periodo Tannaitico, che è il primo del giudaismo rabbinico, che a sua volta è costituito da diversi momenti letterari da allora fino ad oggi, ma quello che ci interessa in questo studio sono i primi tre periodi citati, ed in particolare il secondo.
Il giudaismo del Secondo Tempio è quello che ha trasmesso le Scritture Bibliche al giudaismo rabbinico –ed al cristianesimo–, ma misteriosamente non è riuscito a promuovere la sua propria produzione letteraria, che si fondamentava soprattutto nella Torah e nei Profeti, sottolineando più che mai l’osservanza dei comandamenti e la fedeltà ad Elohim come requisiti essenziali dell’identità ebraica. È anche in questo periodo che la halachàh comincia ad affianzarsi con una serie di dettagli e definizioni che non si trovano esplicitamente nel TaNaKh. Tuttavia, il volume più importante di documenti di quel tempo, i Manoscritti di Qumran, sembrano essere del tutto sconosciuti, o ignorati, dal giudaismo rabbinico, e la loro scoperta in concomitanza con la fondazione dello Stato di Israele ha sollevato perplessità.
Questo vuoto letterario di circa cinque secoli è, in apparenza, inspiegabile. È come se gli eredi delle Scritture Ebraiche avessero rinnegato coloro che gliele trasmisero. Come è che sono diventati così diversi il giudaismo moderno ed il cristianesimo, nonostante condividano la stessa origine? Perchè sono molto scarsi i documenti di questo periodo così importante, in cui il giudaismo, a causa della distruzione del Tempio e la Diaspora ha dovuto reinventare se stesso? O meglio: perché s’è deciso di buon grado di fare silenzio su questo periodo?
Sono in pochi coloro che osano fare indagini riguardo questo processo, tra cui spicca il Prof. Lawrence H. Schiffman, esperto in Studi Ebraici e Giudaici. In questa introduzione citiamo alcuni estratti dei sui scritti.
Nota: traduzione dall’inglese, nella stessa sostituendo il nome inglese “Jesus” con quello ebraico “Yeshua”.

Per quanto riguarda la trasmissione dei testi della Scrittura, il Professor Schiffman spiega quanto segue:

“Anche se il giudaismo del Secondo Tempio lasciò in eredità la Bibbia alla tradizione rabbinica, non ha lasciato le sue proprie produzioni letterarie. I rabbini non hanno avuto, o forse non hanno voluto leggere, i Rotoli del Mar Morto, gli apocrifi e pseudo-epigrafici, e le opere di Giuseppe Flavio. Questo iato nella cultura, anzi un abisso dal punto di vista letterario, rimane inspiegabile. Il fatto che praticamente nulla è appreso dal periodo del Secondo Tempio all’epoca talmudica è in netto contrasto con la ricchezza della letteratura biblica che fu trasmessa durante il giudaismo del Secondo Tempio”.

In realtà non è così inspiegabile se si considera il punto da discutere in seguito, che è il contenuto messianico di gran parte degli scritti del periodo del Secondo Tempio. Intanto continuiamo con le importanti informazioni che ci dà il professore:

“Questa situazione è probabilmente il risultato della inclinazione verso la tradizione orale dei farisei, anche se la nozione ideologica della rivelazione e la trasmissione orale è stata effettivamente stabilita solo nel periodo tannaitico.
Se non ci fu alcuna influenza letteraria diretta, come sembra essere il caso, ci dovremmo accontentare con la ricerca di idee e approcci che furono trasmessi come parte di un ambiente religioso generale comune. Questo perché i predecessori halachici e teologici dei rabbini erano farisei, per cui si prevede che la letteratura rabbinica ed il giudaismo rabbinico dipendano in primo luogo dagli insegnamenti farisaici. Ciononostante l’evidenza qui non proviene da nessun testo esistente, fatta eccezione per le note scritte nella letteratura halachica ed aggadica.
In ogni caso, i farisei non lasciarono in eredità opere letterarie, ma solo apparentemente ampie tradizioni orali, all’impresa talmudica. È possibile che nella misura che il giudaismo farisaico emergeva come unico vero superstite del periodo del Secondo Tempio, gli altri libri siano stati ignorati o soppressi, nella categoria di ספרים חיצוניים, "libri esterni" (apocrifi).
Nessuna forma farisaica di letteratura è sopravvissuta, tranne che tradizioni orali poi incluse nei testi rabbinici”.

È interessante il fatto che i farisei davano molto peso alle “tradizioni dei padri”, a volte sopra le Scritture, nello stesso modo in cui il giudaismo moderno considera la “Legge orale” come autorità e l’unica interpretazione del Torah scritta. Anche il cristianesimo ha ereditato questo modo di schivare la Parola dell’Eterno, attraverso le tradizioni degli uomini. Continuiamo con estratti dall’analisi del professor Schiffman su questo argomento:

“Da quanto detto fino ad ora, è dato per scontato che non vi è alcuna relazione tra i Rotoli del Mar Morto ed il corpus rabbinico. Dopo tutto, quasi nessuna letteratura del Secondo Tempio, e certamente nulla dei testi manoscritti del Mar Morto sembrano essere stati conosciuti dai rabbini. Ma qui c’è una grande ironia: quando esaminiamo il giudaismo della comunità dei Rotoli del Mar Morto, così come gran parte della letteratura che essi conservarono troviamo sia somiglianza che interazione con i punti di vista che si conservano nei testi rabbinici. Inoltre, le idee di base che vengono trasmessi nei libri apocrifi e pseudo-epigrafici si fecero strada nella tradizione rabbinica. E senza che sia stato adeguatamente spiegato ancora, la letteratura rabbinica conserva una serie di riflessioni ed informazioni storiche scritte da Giuseppe Flavio, sia nelle sue parole o attraverso le sue fonti, che si riflettono in qualche modo nei commenti storiografici piuttosto casuali dei saggi ”.

Infatti, non solo i documenti relativi alla fede e la Parola di Elohim che furono prodotti in quel periodo, ma anche storici come Giuseppe Flavio o Filone sono visti con sospetto da parte del giudaismo rabbinico. Tuttavia, anche nella tradizione orale c’erano molti elementi che corrispondevano a quanto scritto, ed erano in questo modo trasmessi.

“C’è una differenza fondamentale in questo senso tra i manoscritti e le prove rabbiniche. La comunità che raccolse le pergamene e gli autori dei materiali non biblici, sia apocrifi/pseudo-epigrafici (cioè, in relazione alla Bibbia) o comunitari (propri della Comunità di Qumran), sono derivati da una cultura orientata alla scrittura, in cui il continuo sviluppo della tradizione ebraica si concretizzava attraverso l’attività letteraria. La storia della letteratura rabbinica inizia con i farisei, che veneravano i libri che noi chiamiamo la Bibbia, ma le cui tradizioni extra-bibliche si svilupparono e trasmisero oralmente”.

Questo, in breve, sulla produzione letteraria del periodo del Secondo Tempio. Prendiamo ora in considerazione ciò che il professore ci dice sulle cause della separazione tra giudaismo e cristianesimo.

“I suoi discepoli ancora vivendo come Giudei ed essenzialmente seguendo i comandamenti della Legge Ebraica, solo si distinguevano per la loro convinzione che il Messia era venuto nella persona di Yeshua”.

Le prove documentali dimostrano che inizialmente i seguaci di Yeshua di Nazareth erano Giudei e considerati come uno dei diversi movimenti esistenti all’interno del giudaismo, e probabilmente più simili di quanto diversi rispetto alla maggioranza. Il loro Maestro era fariseo –di fatto, non scrisse nulla– i cui insegnamenti non erano lontani da quelli di Hillel, ma i suoi discepoli erano zeloti ed i suoi seguaci per lo più esseni , anche se egli stesso aveva una atteggiamento critico nei confronti di certe posizioni di tutti questi gruppi. Era anche molto intensa nel sentimento popolare la speranza del Messia, e non era considerata in contrasto con il giudaismo dell’epoca credere che qualcuno potesse esserlo. Questo non fu il motivo per cui i Giudei hanno ripudiato il cristianesimo – e di conseguenza anche il Messia come fu postulato dai cristiani, e non com’egli stesso si presentò.
Il problema fondamentale fu l’innovazione nel modo di ingresso dei Gentili, cosa strana al giudaismo che ha sempre mantenuto regole molto rigide per l’ammissione, e la rapida moltiplicazione dei convertiti fino a superare numericamente gli stessi Giudei. Questo processo è anche considerato dal Professor Schiffman, come segue:

“Dopo la distruzione (di Gerusalemme), i tannaim cercarono di ridefinire il giudaismo intorno ad una tradizione comune. Essi consideravano il cristianesimo come eterodosso, e qualificarono i primi cristiani come minim, cioè, Giudei che avevano una dottrina sbagliata. Anche se consideravano i cristiani come Giudei perché erano Giudei secondo la halachàh, i tannaim assunsero una posizione ferma. I cristiani furono esclusi dal servizio nella sinagoga, i loro testi scritturali dichiarati come privi di santità nonostante contenessero il nome d’Elohim, ed in seguito vietarono alcune forme di contatti sociali e commerciali. Tuttavia, durante questo periodo iniziale non si mise in discussione la loro qualità halachica di Giudei né fu decretato nessun divieto di matrimonio con loro”.

Così leggiamo anche nel Nuovo Testamento, che in nessun momento i Giudei misero in discussione la qualità o l’identità ebraica dei credenti in Yeshua, ma si discuteva su questioni teologiche e d’interpretazione della Parola, così come sul rispetto delle tradizioni degli anziani, nello stesso modo in cui si faceva tra le diverse scuole farisaiche –di Hillel e di Shammai– e come sicuramente c’erano anche scontri tra i membri della Comunità di Qumran, tra gli esseni, ed in tutto l’ambiente ebraico, senza che questo mettesse in discussione la qualità di giudeo dell’uno o dell’altro.
Si evince pure dal testo del Nuovo Testamento che i seguaci di Yeshua avevano rispetto e stima di una certa letteratura di quel periodo, in particolare di molti degli stessi scritti che si sono stati conservati tra i Rotoli di Qumran, mentre non si fa menzione né dottrina che corrisponda agli apocrifi aggiunti nella versione dei Settanta.
Le divergenze sono iniziate, come abbiamo detto, quando i credenti gentili si moltiplicaronoi e gradualmente incominciarono anche ad avere posizioni nella congregazione che fino ad allora erano state prerogative solo dei Giudei. La crisi è iniziata dopo la distruzione di Gerusalemme, quando il giudaismo ebbe la necessità di ridefinire se stesso perché si trovava di nuovo senza il Tempio.

“Questo processo [di separazione] si è completato nel periodo di Bar Kochba. Il cristianesimo ebraico era affondato, mentre il cristianesimo gentile si era diffuso. Essendo quindi praticamente l’unica forma di cristianesimo trovata dai rabbini, furono considerati come una religione completamente separata ed estranea”.
“Mentre i primi tannaim si confrontarono con Giudei che avevano creduto che Yeshua era il Messia, i rabbini ora si confrontavano con non-Giudei che costituivano una comunità religiosa separata. Questi non erano minim, Giudei con credenze sbagliate, ma notzrim, cristiani”.

Durante la rivolta di Bar Kochba, che si era pubblicizzato come il presunto messia, i cristiani, ovviamente, non potrevano sostenere le pretese messianiche di esso, quindi si produsse una rottura definitiva.

“Finitala rivolta, i rabbini considerarono tutta la comunità cristiana come non-Giudei. Non importava più se alcuni cristiani erano tecnicamente Giudei. La mancata qualifica come Giudei del gruppo in generale portò i rabbini a squalificare tutto l’insieme. Da questo momento, secondo il punto di vista rabbinico, i cristiani erano una religione separata ed un popolo separato. Il matrimonio con loro passò ad essere vietato”.
“Come abbiamo notato, dal punto di vista dei rabbini fu l’abbandono delle definizioni tradizionali di chi è un Giudeo che ha portato alla completa separazione del cristianesimo ed il giudaismo. Le differenze teologiche non erano motivo sufficiente”.

E nello stesso modo dei cristiani, anche i rabbini dovettero decidere sui testi da usare, per quanto riguarda la qualificazione di questi come ispirati o no. Il fatto che questa decisione è stata presa pochi anni dopo la distruzione di Gerusalemme indica chiaramente che i testi ebraici degli Evangeli già circolavano all’epoca –contrariamente a quanto sostengono alcuni– e questo carattere d’appartenenza alla letteratura ebraica del periodo del Secondo Tempio li differenzia fondamentalmente, oltreché nel contenuto, dai numerosi vangeli apocrifi emersi più tardi, dal secondo secolo CE in poi, i quali inoltre non furono originariamente scritti in ebraico, ma sono evidentemente opere di gentili. Per quanto riguarda i libri che abbiamo oggi nel Nuovo Testamento, appartengono tutti al periodo del Secondo Tempio, anche se la forma finale di alcuni di essi si è definita poco dopo, ma comunque sempre entro il primo secolo CE. Lo stesso ci dice anche il Professor Schiffman:

“Per quanto riguarda la datazione... vediamo che i cristiani Giudei usavano i testi ebraici della Bibbia, e che vi erano le prime edizioni degli Evangeli già in circolazione. Una decisione, dunque, doveva essere presa circa la qualità halachica di questi testi. A quel punto, sempre più gentili si erano aggiunti alla congregazione e le Scritture dei cristiani si leggevano in Giudea. I rabbini hanno dovuto prendere una posizione indicando la squalifica di questi testi nei primi anni del secondo secolo”.

La somiglianza degli Evangeli con i testi trovati a Qumran costituisce anche una prova circa il periodo della composizione degli stessi. I termini, espressioni e concetti del Nuovo Testamento hanno un evidente armonia con i Rotoli del Mar Morto.

“Gran parte del dibattito si è incentrato sul possibile collegamento dei rotoli con il cristianesimo primitivo. Il testo chiamato ‘Figlio di Elohim’, l’Apocalisse Aramaico, forniscono la prova che alcuni Giudei si riferivano alla figura del Redentore come ‘Figlio di Elohim’ Figlio di Dio’ già nel III secolo AEC”.

E insieme con gli scritti che oggi conosciamo come il Nuovo Testamento, anche tutti i testi precedenti sono stati associati con il movimento chiamato cristiano, e questo dovrebbe essere il motivo principale per cui tutta la ricchezza letteraria del giudaismo del Secondo Tempio è stata obliterata dai rabbini, che solo mantennero la tradizione orale farisaica – inoltre, secondo Eusebio, tutti gli esseni aderirono alla fede in Yeshua, e questa affermazione è credibile in quanto ogni traccia degli esseni scomparve nel giro di pochi anni, in concomitanza con la nascita della congregazione dei credenti in Yeshua e, infine, con la distruzione di Gerusalemme, che gli esseni vedrebbero come l’adempimento della loro escatologia.
In effetti, nel TaNaKh non si trova alcun riferimento esplicito e diretto alla venuta del Messia, e solo negli ultimi libri scritti ed accettati, in particolare Zaccaria, Daniele ed Ezechiele, ci sono alcuni passaggi che la suggeriscono. Tuttavia, nel giudaismo del Secondo Tempio il tema del Messia era essenziale –e la sua venuta era considerata imminente– e questa tradizione è stata trasmessa al giudaismo rabbinico, anche se i tannaim, avendo soppresso la lettura dei testi che gli stessi Giudei avevano scritto durante quel periodo, hanno anche rimossi gli elementi di prova circa l’identità del Messia.
Il Professor Schiffman prende in esame i concetti esistenti sul Messia in questo periodo come segue:

“I testi del Secondo Tempio contengono tre diversi punti di vista della figura messianica. Alcuni testi presentano un futuro escatologico imminente, ma nessun condottiero è specificatamente menzionato. Una seconda varietà, forse la più diffusa, è quella che suppone ci sarà un Messia della stirpe di Davide. Il terzo punto di vista, che è noto a noi da alcuni dei testi di Qumran e dai Testamenti dei Dodici Patriarchi, è la nozione di due Messia, uno di Aaron e uno di Israele”.

Ed in seguito espone come questa teologia messianica fu trasmessa al giudaismo rabbinico e come fu adattata alle nuove circostanze:

“In ogni caso, il giudaismo talmudico presuppone che ci deve essere una figura messianica, anche se alcuni rabbini avevano sostenuto che il Messia era già venuto. L’opinione dominante è quella di un Messia, discendente di Davide, che si prevede porterà l’era messianica. Non si trova un parallelo che possa essere citato seriamente nella letteratura rabbinica circa un Messia sacerdotale. La tradizione talmudica, tuttavia, parla di un secondo Messia, un Messia figlio di Yosef. Non c’è un volume di ricerche che possa rivelare la preistoria di questo Messia Giosefita (chiamato in alcuni testi apocalittici come un figlio di Efraim) in nessun testo del Secondo Tempio. Il risultato di questo è che il concetto dominante nel periodo del Secondo Tempio, trasmesso alla tradizione rabbinica, era l’attesa di un Messia davidico che avrebbe portato la redenzione messianica e governato su Israele come Re messianico. Anche se quest’idea ha molti paralleli rabbinici, altri punti di vista concorrenti sembrano essersi estinti e non riuscirono ad attraversare l’abisso letterario di cui abbiamo parlato in precedenza, tra i testi del Secondo Tempio e la tradizione rabbinica”.

In questo modo, il giudaismo rabbinico ha accettato l’idea completamente giudaica della venuta di un Messia, ma a sua volta ha dovuto rimuovere le prove relative il tempo in cui questa venuta doveva accadere, e quindi non poteva fare trascendere gli scritti che mostravano segni e tempi di compimento, e le caratteristiche del Messia. I rabbini hanno dovuto rielaborare l’idea messianica.

“D’altronde, la differenza di opinioni tra i testi del Secondo Tempio in quanto all’arrivo dell’era messianica è stata trasmessa nei testi rabbinici. La prima tendenza, ristoratrice o naturalistica, è che l’era messianica sarebbe l’inizio di un ritorno ai fasti del passato ebraico. Una seconda tendenza, catastrofica o utopica, suppone che l’era messianica dovrebbe inaugurare un’epoca di completa perfezione, come non era mai stato prima, in cui sia stata eliminata tutta la sofferenza ed il male. La stessa controversia si riflette nei testi rabbinici, in quanto troviamo fonti talmudiche che supportano l’arrivo dell’era messianica, sia pacificamente che violentemente. Entrambe le opinioni riscontrabili nella letteratura del Secondo Tempio sono presenti anche nel corpus rabbinico.
Possiamo vedere qui che il pensiero rabbinico, in seguito alla rivolta di Bar Kochba, si avvicinò di più al modo quietista sul messianismo. Nel corso del tempo, tuttavia, le nozioni apocalittiche militanti riemersero nel periodo degli amoraim”.

Fin qui per il momento le citazioni di brani tratti dal Prof. Lawrence H. Schiffman, From Text to Tradition, Ktav Publishing House, Hoboken, NJ, 1991.

Fu così come s’allontanarono tra di loro le correnti del giudaismo del Secondo Tempio. Coloro che conservarono una tradizione rigorosamente scritta videro compiute le loro aspettative messianiche e loro escatologia, mentre coloro che si aggrapparono solo alla tradizione orale prevalsero nel mantenimento dell’identità giudaica, a causa dell’afflusso di gentili nell’altro gruppo, ma furono in grado di ricostruire solo in parte, e modificare in parte, l’eredità delle Scritture.
È notevole e paradossale che sia stato un fariseo che ha iniziato a diffondere il messaggio tra i gentili, scrivendo lettere che forse nemmeno lui pensava che sarebbero state prese come autorità scritturale dai cristiani, e dato che il giudaismo ha ereditato la tradizione orale farisaica, i cristiani hanno ereditato forse l’unica opera scritta da un fariseo. Indipendentemente da ciò che è stato scritto e registrato, i fatti trasmessi oralmente soffrono, anche involontariamente, alterazioni, dal momento che nel passaggio da una generazione all’altra le espressioni ed il linguaggio cambiano, mentre che quello che è scritto perdura. Quindi, il modo migliore per sapere come realmente era il giudaismo antico, vale a dire quello del periodo del Secondo Tempio, è attraverso i suoi scritti, i Rotoli di Qumran, i pseudo-epigrafici, gli Evangeli, e come romanzi e leggende, gli apocrifi.



Il Nuovo Testamento e la Letteratura Giudaica del Periodo del Secondo Tempio


Il Nuovo Testamento è un testo di origine puramente ebraica –anche se alcuni cercano di negarlo, per ignoranza o per ipocrisia– e nel suo contesto storico è in perfetta armonia con la letteratura giudaica dell’epoca, soprattutto con gli scritti dei mistici, in particolare gli esseni. Le figure del Messia, Melchizedek, Henoch, Elia il Profeta, sono al centro della teologia di queste comunità ebraiche.



MalkiTzedek

Rotolo di Qumran 11Q13
“La Venuta di MalkiTzedek”

I Rotoli di Qumran contengono una vasta letteratura sulla teologia “chassidica” degli esseni, che amavano personaggi particolarmente avvolti nel mistero, come Henoch, Melchizedek, e l’Arcangelo Mikhael, ai quali attribuivano una particolare relazione con la figura del Messia.
Uno di questi rotoli è stato chiamato “La Venuta di MalkiTzedek”, di cui riportiamo alcuni passaggi:

“... In quanto ai prigionieri, come disse Yeshayahu, per proclamare il Giubileo ai prigionieri... e MalkiTzedek... darà loro ciò che è legittimo. Egli proclamerà loro il Giubileo, rilasciandoli dal debito di tutti i loro peccati. ... Allora il giorno dell’espiazione verrà... quando egli sarà offerto per tutti i figli della luce, ed il popolo predestinato per MalkiTzedek... Perché questo è il tempo stabilito per l’anno della grazia di MalkiTzedek, e per il suo potere egli giudicherà i santi di Elohim e stabilirà un regno di giustizia, com’è scritto di lui nei Salmi di David: “un essere divino ha preso il suo posto nel consiglio di Elohim; egli giudica in mezzo agli angeli”. ... La Scrittura dice di lui: “al di sopra (dell’assemblea) sali a sedere nei cieli; un essere divino giudicherà i popoli”. ... Secondo quanto dice la Scrittura: “Fino a quando giudicherete ingiustamente e avrete riguardo agli empi?”... “il Tuo angelo divino” è MalkiTzedek, che li libererà dal potere di Belial”.

La Comunità di Qumran, probabilmente esseni, identificava Malkitzedek con il Messia, e lo considerava di origine divina. Confrontare con Yehuel/Metatron in SeferHekalot e con la Lettera agli Ebrei.


La Nascita di MalkiTzedek in 2Henoch

Si denomina convenzionalmente “2Henoch”, “Segreti di Henoch” o “Henoch Slavonico” un apocrifo del periodo esseno ritrovato in versione slava, che era uno dei libri sacri della sètta dei “bogumil”. In questo libro si pretende spiegare chi era MalkiTzedek, attribuendogli una nascita soprannaturale prima del Diluvio, durante il quale fu rapito in cielo per ritornare sulla terra nei tempi d’Avraham...

2Henoc 23:1 “E Tzefanimah, moglie di Nir [il fratello di Noach] era sterile, e non aveva potuto dare figli a Nir. 2 Tzefanimah era già anziana di età, e concepì nel giorno della sua morte, senza che Nir abbia dormito con lei, né l’abbia più toccata da quando l’Eterno gli aveva dato il suo ministerio davanti al popolo. 3 Quando Tzefanimah avvertì d’essere incinta, ebbe grande vergogna, e si nascose fino al giorno in cui doveva partorire, senza che nessuno la notasse. 4 Essendosi compiuti i duecentottantadue giorni e avvicinandosi il momento di dare a luce, Nir si ricordò di sua moglie e la chiamò per parlarle... 6 Vedendola, Nir ebbe grande vergogna, e le disse: «Che cosa hai fatto, donna per recarmi questo obbrobrio davanti a tutto il popolo? 7 Dipartiti da me!...» 8 Tzefanimah rispose a suo marito: «Mio signore, è arrivato il tempo della mia vecchiaia e il momento della mia morte, 9 Senza ch’io sappia com’è stato concepito il frutto del mio ventre». 10 Nir non le credette... 11 e mentre Nir parlava a Tzefanimah, questa cadde ai suoi piedi, e morì... 17 e Noach disse a suo fratello Nir: ... «Affrettiamoci a seppellirla di nascosto, e che l’Eterno nasconda il nostro obbrobrio»... 20 In quell’istante, dal ventre di Tzefanimah uscì un figlio, e si mise seduto alla sua destra. 21 E quando Noach e Nir entrarono per seppellire Tzefanimah, videro il bambino seduto vicino al corpo della madre, che puliva i suoi vestiti. 22 ... il bambino appariva come se avesse circa tre anni, era perfetto e parlava benedicendo l’Eterno. 23 ... e aveva un segno di kohen sul suo petto, ed un aspetto glorioso. 24e [Noach e Nir] dissero: «Ecco, l’Eterno rinnova la progenie dei kohanim dopo di noi». 25 ... lavarono il bambino, e gli misero le vesti sacerdotali, offrendogli del pane consacrato, che egli mangiò 26 e lo chiamarono per nome MalkiTzedek... 38 ... e Nir benedisse l’Eterno, dicendo: «... 48 ... questa generazione sarà distrutta e tutti periranno 49 ad eccezione di mio fratello Noach, che si salverà. Dopo nascerà dalla sua razza un altro popolo, 50 e un altro MalkiTzedek, che sarà capo dei kohanim e regnerà e servirà l’Eterno». 51 Dopo che il ragazzo rimase quaranta giorni in casa di Nir, l’Eterno disse a Mikhael: 52 «Scendi sulla terra, a casa del kohen Nir, e prendi il Mio figlio MalkiTzedek, e portalo al giardino dell’Eden... 53 perché è arrivata l’ora in cui manderò il Diluvio sulla terra»... 60 ... e sarà kohen e primo re della città di Salem, capostipite dei kohanim ad immagine di MalkiTzedek... fino a quando verrà Colui che ha creato tutte le cose visibili ed invisibili.

Come si può vedere, nel giudaismo mistico c’erano aspetti che ebbero un’influenza significativa sul pensiero dei discepoli di Yeshua attraverso gli esseni, che attribuivano a MalkiTzedek un ministero sacerdotale stabilito prima del Diluvio, una nascita soprannaturale quasi pari a quella virginale –implicando che non ci fu intervento d’uomo–, e persino il titolo di “Figlio di Elohim” (v. 52); ed attraverso di lui, legittimare un sacerdozio “superiore” a quello Levitico.
D’altronde, le Scritture ispirate ci dicono che il Ministero Levitico è stato istituito dall’Eterno, e verrà ripristinato nell’Era Messianica.


Il Messia

Rotolo di Qumran 4Q521
“Il Messia del Cielo e della Terra”

Colonna 2 Cielo e Terra, e tutto ciò che è in essi,obbediranno al loro Messia ... Poiché il Signore visiterà i misericordiosi e giusti, e li chiamerà per nome. Egli farà riposare il suo Spirito sui mansueti, e con il suo potere rafforzerà i fedeli. Egli glorificherà i misericordiosi sul trono del regno eterno. Egli libererà i prigionieri, darà la vista ai ciechi, solleverà gli oppressi... guarirà i feriti, resusciterà i morti, annuncierà ai poveri la buona parola. Egli guiderà i santi e sarà il loro pastore.


Rotolo di Qumran 4Q246
“Il Figlio di Elohim”

Colonna 2 Egli sarà chiamato Figlio di Elohim, lo chiameranno Figlio dell’Altissimo. Come le stelle del cielo che hai visto, così sarà il suo regno. Essi governeranno per un tempo di anni sulla terra, e si distruggeranno. Popolo contro popolo e nazione contro nazione, fino a quando salirà il popolo d’Elohim, e li faccia riposare dalla spada. Il suo regno sarà eterno, e giusto in tutte le sue vie. Egli giudicherà la terra con giustizia, e tutti avranno pace. La spada cesserà sulla terra, ed ogni nazione si piegherà a lui. Il suo regno sarà eterno, su tutti i confini della terra.


Documento di Damasco (Estratti)

1:1 Ora dunque, ascoltatemi con attenzione tutti voi che conoscete la giustizia, 2 ed avete la comprensione delle opere di Elohim; perché Egli ha una controversia contro ogni carne, ed eseguirà il giudizio su tutti coloro che lo disprezzano. 3 A causa della malvagità di coloro che lo hanno abbandonato, nascose la sua faccia da Israele e dal suo Santuario, e li consegnò alla spada. 4 E quando si ricordò del patto con i padri, Egli lasciò un resto di Israele, e non li diede alla distruzione.
7 Ed Elohim considerò le loro opere; perché essi lo cercavano con cuore integro e diede loro un maestro di giustizia per guidarli nella via del suo cuore. 8 e diede a conoscere alle generazioni successive ciò che aveva fatto [a una generazione successiva] per una congregazione di uomini traditori: coloro che si lasciarono sviare. 9 Questo fu il momento in relazione al quale è stato scritto: come una giovenca recalcitrante, così si è condotta anche Israele, ostinatamente:
2:1 Ed ora ascoltate a me, voi tutti che siete entrati nel patto, che vi rivelerò i piani dei malvagi. 2 Elohim ama la saggezza, che ha stabilito consiglio nel Suo cospetto; La saggezza e la conoscenza sono i suoi ministri.
9 Fra questi si prese uomini ai quali ha chiamato per nome, per lasciare un resto sulla terra, e riempire la faccia della terra con la loro progenie. 10 E attraverso il suo Messia farà loro conoscere il Suo Spirito Santo.
3:1 Ora dunque, figli miei, ascoltatemi, vi aprirò gli occhi per vedere, e per capire le opere di Elohim; e per scegliere ciò che Egli approva, e respingere ciò che Egli odia: 2 Camminate rettamente in tutte le sue vie, e non camminate nei pensieri di una mente depravata né con gli occhi pieni di fornicazione. 3 Perché molti sono stati ingannati da loro, e degli uomini coraggiosi caddero per causa loro fin dall’inizio [e fino ad oggi]. 4 Perché camminarono secondo la caparbietà del loro cuore i Veglianti del cielo caddero anch’essi. Per loro causa sono stati imprigionati, perché non osservarono il comandamento di Elohim. 5 Ed i figli la cui altezza era come l’altezza dei cedri ed i cui corpi erano come le montagne caddero per loro. 6 Ogni carne che era sulla terra perì nello stesso modo. E furono come se non fossero mai stati. 7 Perché fecero la loro propria volontà, e non osservarono il comandamento del loro Creatore, fino a quando la sua ira s’è accesa contro di loro. 4:1 Per causa loro errarono i figli di Noè e le loro famiglie: Perché da loro furono separati.
5:1 Ma con coloro che si mantennero fedeli ai comandamenti di Elohim, Elohim ha confermato il patto con Israele per sempre, rivelando loro le cose nascoste dove tutto Israele aveva commesso un errore:
6:6 Secondo l’alleanza che Elohim ha stabilito con i padri per perdonare i loro peccati, così farà Elohim espiazione per loro. 7 E alla fine del numero di questi anni non si riuniranno più alla casa di Yehuda.
8:6 Il bene è la Legge, e coloro che la studiano sono i penitenti d’Israele che uscirono dal paese di Yehuda, e vissero nella terra di Damasco, i quali Elohim ha chiamato prìncipi. 10 Ed essi non potranno ottenere nulla fino a quando verrà il Maestro di Giustizia, alla fine dei giorni.
9:4 Quando le due case d’Israele si sono separate, Efraim si dipartì da Yehuda, e tutti coloro che erano infedeli furono consegnati alla spada, e quelli che scamparono fuggirono al paese del nord. 5 Come ha detto, 'Io farò andare in cattività a Siccuth tuo re e le tue immagini di Kiyyun, 6 (la stella dei vostri dèi, che vi siete fatti) al di là di Damasco. I libri della Legge sono il tabernacolo del Re, come ha detto, “io rialzerò la capanna di Davide che è caduta” 8 come è scritto: “una stella sorge da Giacobbe, e uno scettro si eleva da Israele”. 9 Lo scettro è il principe di tutta la comunità. 10 E quelli che gli danno attenzione sono i poveri del gregge. Questi saranno risparmiati durante la visita, ma il resto saranno consegnati alla spada, quando il Messia di Aronne e di Israele verrà: 11 Così come è stato durante la prima visita. 28 Così tutti gli uomini che sono entrati nel Nuovo Patto nel paese di Damasco e tornarono indietro e si ribellarono e si dipartieono dalla sorgente d’acqua viva. 29 Non saranno conteggiati nell’assemblea del popolo, e nel suo registro non verranno scritti, dal giorno in cui fu riunita nell’Unico Maestro fino alla venuta del Messia di Aronne e di Israele.
18:7 E questa è la spiegazione delle sentenze… 8 Il Messia di Aronne e di Israele. 9 Egli ci perdonerà i nostri peccati.


Il Messia nel Testamento di Levi

Estratti dal capitolo 8:

“Allora l’Eterno innalzerà un nuovo kohen al quale tutte le parole dell’Eterno saranno rivelate. Egli metterà ad effetto il giudizio della verità sulla terra per molti giorni, e la sua stella splenderà nel cielo come un re... Questa splenderà come il sole sulla terra... I cieli gioiranno nei suoi giorni e la terra sarà felice; le nuvole saranno piene di gioia e la conoscenza dell’Eterno sarà sparsa sulla terra come l’acqua dei mari... E la gloria dell’Altissimo sboccerà su di lui. E lo Spirito di sapienza e di santificazione riposerà su di lui... Egli aprirà le porte del Paradiso... egli concederà ai santi di mangiare dell’albero della vita...”.


Il Messia in 2Ezra (4Ezra)

Il “Secondo libro di Ezra” è uno degli pseudo-epigrafici, conosciuto anche come “Quarto libro di Ezra”, in base a diversi criteri: siccome il libro biblico di Ezra formava uno solo insieme a Nehemyah, quest’ultimo è a volte denominato 2Ezra, e ci sono anche due apocrifi chiamati 1Ezra e 2Ezra, che per non confonderli con quelli ispirati, sono convenzionalmente chiamati 3Ezra e 4Ezra. Quest’ultimo è particolarmente importante nella letteratura degli esseni, nonché per altri movimenti esoterici.

4Ezra 7:26-30 Poiché verrà il tempo in cui i segni che vi ho predetto saranno compiuti, che la città che adesso non si vede apparirà, e la terra che è nascosta sarà scoperta. Tutti coloro che saranno liberati dai mali che vi ho predetto vedranno i miei prodigi. Perché il Messia, mio Figlio, sarà rivelato a coloro che saranno con lui, e quelli che rimarranno gioiranno per cent’anni. Dopo quegli anni, il Messia mio Figlio morirà, e tutto ciò che ha fiato. Allora il mondo ritornerà al silenzio primordiale per sette giorni, come fu nel principio, perchè nessuno sia lasciato.

13:3 La visione: “Mentre continuavo a guardare, nel vento apparve una figura come d’un uomo che saliva dalla profondità del mare. E quest’uomo salì sulle nuvole del cielo”... 13:25 “Quest’è l’interpretazione della visione: L’uomo che tu vedevi salire dalla profondità del mare, è colui che l’Altissimo ha tenuto nascosto per molte età, e sarà colui che redimerà la Creazione”... 13:32 “Quando succederanno queste cose e si compieranno i segni che ti ho mostrato, allora mio Figlio sarà rivelato, colui che tu hai visto salire dal mare”.
13:36-37 “Egli starà in piedi sul Monte Tzion. E Tzion sarà manifestato a tutti i popoli, preparato e costruito, come tu hai visto il monte intagliato senz’opera di mano. Allora egli, mio Figlio, biasimerà le nazioni per la loro empietà...”
13:52 gli mi disse: “Così come nessuno può esplorare o conoscere ciò che esiste nella profondità del mare, nessuno sulla terra può vedere mio Figlio o coloro che sono con lui, se non nel giorno della sua rivelazione”.

Certamente, questo libro non fu scritto da Ezra, ma da un autore esseno.


A continuazione: Letteratura Ebraica del Periodo del Secondo Tempio – Scritti non citati nel Nuovo Testamento.




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